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Cosa penso dei “Nuovi Minimi”

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Fonte immagine: investireoggi.it

Chi non ha mai sentito parlare di Nuovi Minimi alzi la mano.

Ma che cos’è veramente questo regime fiscale? Visto dall’interno è completamente diverso da come me l’ero immaginato. Esatto, da come me l’ero immaginato, perchè da un paio di settimane sono titolare di une piccola azienda, ditta individuale artigiana, e con la mia partita iva sono entrato nel magico mondo dei Minimi.

Ma è davvero così magico? Iniziamo a spiegarlo con parole povere, per quanti ancora non lo conoscano e magari si vogliano avvicinare ad esso.

Si tratta di un regime agevolato che consente, a colore che rispettano certi requisiti particolari, di godere di una tassazione agevolata per i primi anni di attività, a seconda dell’età. Non voglio soffermarmi sugli aspetti legati alla durata del regime (che potrete approfondire qui), quanto sulle caratteristiche e sui requisiti necessari per accedervi e per mantenerlo:

- non aver esercitato nei tre anni precedenti un’attività professionale o di impresa anche in forma associata o famigliare;

- l’attività non deve costituire il mero proseguimento di un’attività precedente svolta come dipendente o lavoratore autonomo;

- qualora l’attività rappresenti il proseguimento di un’impresa svolta da un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non devono superare i 30.000 euro.

Inoltre, per mantenere le agevolazioni che ne derivano, è necessario soddisfare i cosiddetti requisiti di mantenimento, appunto:

- non superare i 30.000 euro di ricavi annui;

- non effettuare esportazioni;

- non assumere lavoratori dipendenti o collaboratori a progetto;

- nei primi tre anni non vengano effettuate spese per acquisti di beni strumentali per un importo superiore ai 15.000 euro.

Se siete “portatori sani” di tutte queste caratteristiche, siete ben accetti nel mondo del Regime dei Minimi. Benvenuti!

Ma potete davvero considerarvi felici? Il maggior vantaggio che avrete consiste nel pagamento di un’imposta sul reddito sostitutiva pari al 5%, che potrà essere mantenuta per i primi 5 anni di attività o fino al compimento del 35esimo anno di età.

E il resto? La deduzione di costi come il telefono, fisso o mobile che sia, viene abbassato al 50%, perchè già godete di una tassazione agevolata.

E siete matti a pensare di scaricare spese mediche e similari? Già godete di una tassazione agevolata!

Senza considerare l’Iva. Non esiste rimborso dallo Stato, in quanto chi è nel Regime dei Minimi è soggetto esente da Iva, per cui quando emette fattura non percepisce l’Iva, ma quando acquista, come tutti, paga normalmente l’Iva. Per tanto non ci sarà mai compensazione fra l’Iva pagata e quella ricevuta, quindi non ci sarà mai l’eventuale recupero dell’Iva. Per venirci incontro, il Legislatore ha pensato di includerla nella voce costi, rendendola detraibile dagli incassi per ottenere i ricavi su cui andremo a pagare effettivamente le tasse.

Da piccolo imprenditore quale sono, mi ritengo soddisfatto di una tassazione agevolata pari al solo 5%, ma non posso fare a meno di domandarmi: tutto qui quello che si poteva fare per agevolate le start up, soprattutto fra i più giovani?

Mi viene da dire: “Grazie per il Regime dei Minimi! Ma com’è difficile fare impresa e restare  galla in Italia!”

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Author: Marco Baruffato

Content & Editor Manager

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