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Collaborare o Competere?

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Oggi il tema è alquanto complesso e può rischiare davvero di creare delle correnti contrapposte. Parleremo di collaborazione e di competizione… Collaborare o Competere questo è il problema… Nelle questioni quotidiane e di conseguenza anche in quelle lavorative, questo tema ci viene spesso presentato sotto diversi punti di vista.

Credo esista una netta distinzione tra le due visioni e sia particolarmente difficile trovare la famosa “via di mezzo”… A livello letterario, Rousseau e Hobbes hanno cercato di analizzare l’essere umano proprio in base a questa distinzione.

Le Visioni

Rousseau in una visione tra il romantico e l’idealista, propende per un uomo teso alla collaborazione, al bene altrui, al rispetto della società e dell’ambiente in cui vive; Hobbes descrive il suo “homini lupus” come un soggetto egoista, che fa della sopraffazione e dell’autoaffermazione uno stile di vita. La natura e il suo ecosistema ci insegna che la competizione e il più forte prevalgono… ma avvicinare questo ragionamento alle persone mi sembra poco sensato e superficiale.

Va però sottolineato che oggi più che mai, questa contrapposizione si fa sempre più forte… aziende, professionisti, giovani e meno giovani si trovano (per scelta o obbligo) da una parte o dall’altra della barricata.

Il Modello Ideale

La domanda che mi e vi pongo è questa: esiste un modello che riesce a confermare la qualità e i risultati di una visione rispetto all’altra? Almeno in ambito professionalecollaborazione e competizione sono doti innate o si possono sviluppare? A mio parere competere significa vincere a discapito di qualcun’altro, portandosi a casa l’intera posta, collaborare significa vincere entrambi magari aumentando il valore in palio grazie a sinergie particolari! Questo credo sia ancora più confermato dal fatto che le risorse diventano sempre più scarse… pensiamo al tempo!

La Variabile Tempo

Variabile critica in una società frenetica e poco propensa allo stile slow…

Pensiamo a questo caso… se il tempo a disposizione per un progetto è 100 e lo svolgo da solo probabilmente dovrò abbandonare altri progetti, non svolgerò il tutto a regola d’arte, forse non riuscirò a consegnare etc, etc, etc! Se scelgo (sì è una scelta!) di collaborare e dividere il progetto al 50% con un partner professionale, riuscirò a dedicare tempo ad altro, svolgere meglio la parte di progetto e probabilemente riuscirò anche a dedicare del tempo a me e alle mie persone care…

Concludo sottolineando che temi come questi sconfinano in discipline filosofiche e sociologiche, in teorie come quella dei giochi e molto probabilmente in stili di vita che si sceglie di seguire; resta il fatto che capire queste dinamiche socio-economiche porta sempre e comunque a scelte migliori e consapevoli.

Speriamo davvero di non avervi annoiato e ci auguriamo di avere da voi qualche commento e se ci fosse, anche qualche critica magari da chi si trova spesso in situazioni di scelte contrapposte.

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Author: Francesco Fascinato

Project Manager

2 Comments

  1. Gran bel post! A mio modesto avviso, il problema è che da noi non esiste la cultura della collaborazione ed, allo stesso tempo, della sana leadership. Può sembrare un paradosso ma credo che sia proprio dall’unione di questi due fattori che possa nascere una collaborazione proficua in cui l’obiettivo primario non sia l messa in evidenza di uno a svantaggio dell’altro ma il raggiungimento di obiettivi predefiniti ed a vantaggio di entrambi.

    • Gentile Danilo grazie per il tuo commento!
      Siamo senza dubbio d’accordo con la tua analisi nella quale vai a toccare proprio un punto dolente e molto interessante… spesso si tende a “sminuire” piuttosto che a ricercare il valore aggiunto creato da un’insieme di professionalità e competenze unite per un obiettivo comune.
      Credo che questo malcostume possa individuarsi tanto in azienda tra dipendenti, quanto nei rapporti tra professionisti; la tendenza ad affossare l’altro per risaltare.
      Sono convinto che l’ottica o visione come vogliamo chiamarla, debba essere orientata ad offrire un prodotto/servizio con caratteristiche migliori definite proprio dall’apporto di ogni singola persona che ha partecipato al processo di co-creazione.

      Grazie ancora per il tuo spunto e continua a seguiurci portando il tuo fondamentale apporto!

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