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La Pubblicità… con un Tweet!

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RUBRICA “SCENARI SOCIAL” di Otino La Palombara

E fu così che anche il social network che cinguetta aprì le porte all’advertising…..

Tutto inizio nel aprile 2010 quando il co-fondatore di twitter Biz Stone, decise di testare gli ads ogni qual volta venisse fatta una ricerca all’interno della piattaforma social (anche se solo per poche fortunate aziende).

Passati circa due anni Dick Costolo Ceo di Twitter annunciò l’apertura dei tweet-ads anche per le piccole imprese (Twitter for Small Business)

Questo ulteriore step, venne sperimentato prima nei mercati Americani, Inglesi e Giapponesi per poi arrivare in Germania, Italia, Spagna ed America Latina.

Andando nello specifico sono stati creati quattro tipologie di tweet-ads, che ricalcano a grandi linee quelli del più famoso social network al mondo ovvero Facebook.

Ci sono i Promoted Tweets ovvero le “notizie sponsorizzate” e rappresentano sicuramente la forma migliore per ottenere la massima visibilità per un messaggio pubblicitario avendo la possibilità  di renderlo visibile solo per determinate queriesfollowers e specifici topics (argomenti di discussione) ad un costo ragionevole.

I Promoted Accounts alias “Profili consigliati” che vengono utilizzati per far conoscere il brand a quei potenziali clienti che potrebbero essere interessati a quel settore.

Questo servizio però risulta essere a  pagamento solo per quelle aziende che ne fanno un uso strategico per gli altri profili suggeriti rimane assolutamente gratuito.

Poi ci sono i Promoted trends dove le aziende pagano per far entrare nei topic principali della propria nazione un argomento che potrebbe risultare importante per generare buzz intorno ad esso fungendo da apripista per il brand dell’azienda in questione.

Finiamo con le Brand Pages ovvero le “pagine personalizzate” delle singole aziende, che rappresentano sicuramente una vetrina ottima per far conoscere al mercato globale la gamma dei prodotti e/o i servizi che un’azienda offre, anche se a detta degli esperti per poter farne uso c’è bisogno di un budget di non poco conto per utilizzare al meglio quest’ultima tipologia di tweet-ads.

Quindi a conclusione di questa panoramica secondo una mia personale opinione come per Facebook anche in questo social network c’è un ampia scelta sia per quanto riguarda la strategia che i costi da destinare.

Inoltre rappresenta sicuramente un vantaggio competitivo per quelle aziende che ne fanno uso vista l’immediatezza con cui si può postare e le possibilità di condivisione delle notizie.

Vi lascio con le ultime novità che arrivano dal headquarter del social che cinguetta.

Da qualche giorno a questa parte gli inserzionisti hanno la possibilità di monitorare ogni singola campagna ads a seconda del dispositivo utilizzato dall’utente, avendo così la possibilità di modificare in corso d’opera la strategia e decidere  su quale prodotto puntare maggiormente.

In più si possono monitorare gli interessi degli utenti appartenenti al proprio settore in modo da conoscerli più affondo e migliorare la propria strategia di marketing.

Tra le prime aziende ad aver utilizzato con successo questo strumento sono state sicuramente la Oreo (nota azienda statunitense produttrice di biscotti), la Bud Light e gli snack Speed Stick che durante il blackout verificatosi nell’ultimo Super Bowl hanno sfruttato il “buio” lanciando su twitter dei messaggi promozionali per ogni query che parlasse di quello che stava accadendo in quelli interminabili minuti d’attesa.

Quindi che dire care aziende… sfruttate al meglio la velocità del cinguettio… potrebbe tornarvi utile per le vostre tasche… che ne dite?

 

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