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Zygmunt Bauman incontra Milano

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“I social media sono una via di fuga dai problemi reali e ci rendono più fragili.”

Zygmunt Bauman, 88 anni, di origini polacche, è definito come uno dei più influenti pensatori al mondo.  Sociologo e filosofo, il suo lavoro è incentrato sulla comprensione dei cambiamenti della nostra società e sulle conseguenze più critiche della digitalizzazione nei rapporti umani. L’Università di Leeds ha recentemente istituito in suo onore il Bauman Institute, centro di ricerca e formazione dedicato all’analisi dei cambiamenti sociali nel mondo. La metafora che più ha segnato il lavoro di Bauman è quella della “società liquida” come definizione del vivere postmoderno.

Il 9 ottobre scorso al Teatro Dal Verme di Milano, Bauman ha incontrato il pubblico con un intervento di quasi due ore, affrontando il tema della vita tra online e offline, e della fragilità dei rapporti umani. In una vita affettiva fragile, in un mondo così pieno di paure impalpabili, la vita social offre una dose costante di sicurezza. Perché?

 Facebook da la possibilità di farci cinquecento amici in un giorno solo, cosa che nella vita reale è impossibile. Possiamo navigare attraverso interessi e svaghi condivisi, e parlare con mezzo mondo. Ma la facilità di creazione di un rapporto in rete è accompagnata dall’estrema facilità della sua distruzione. Basti pensare che è sufficiente cliccare “Elimina” e senza nemmeno dover giustificare il nostro comportamento, un  rapporto fastidioso si interrompe per sempre. Nella vita reale, invece, lo sappiamo bene, se qualcosa va male si discute, poi potrebbero esserci delle scuse, o comunque una catena di eventi, prima della rottura definitiva tra persone. Questa facilità di stabilire e sciogliere i rapporti porta ad una incapacità di stabilire rapporti umani fisici reali.

Questo ci fa capire che online ricreiamo un mondo che offre un’illusione di felicità. Una comfort-zone, dove chi non ci piace è espulso facilmente. Infatti accettiamo sui nostri social solo persone simili a noi. Ciò che reputiamo “diverso” da noi, semplicemente non c’è. In questo modo non corriamo il rischio di essere messi in discussione o cacciati fuori. Ecco che le nostre vite su internet sono una conflict-free zone. L’amicizia online ci porta a contatto con persone simili a noi, colui che riteniamo diverso non c’è, o semplicemente si elimina in un secondo. La diversità tra persone, che è pur sempre temporaneamente fastidiosa, temporaneamente difficile da gestire, è però la via maestra dell’arricchimento. Senza conoscenza diretta di qualcosa di diverso, in cui inizialmente non ci riconosciamo affatto, non c’è crescita, non c’è arricchimento.

I cambiamenti della nostra vita nell’era di internet viaggiano verso una nuova frontiera di infelicità, che passa attraverso la (illusoria) facilità dei rapporti. La fonte di una vita felice, invece, sta nel superamento dei nostri ostacoli, necessariamente lungo e complesso! Incontrare un problema nella vita – o con un amico, un familiare, col compagno -, rimboccarsi le maniche e lavorare per superarlo: la vita social ci priva di questa soddisfazione, dandoci una vita abbellita, priva di fastidi, ma anche priva di soddisfazioni. Davanti ad un computer non riusciamo a pensare a lungo termine, ci aspettiamo soluzioni immediate ad ogni cosa. Il risultato è una crescente incapacità di aspettare e sacrificarci  per un obiettivo…

Il lavoro di Bauman non tralascia alcun aspetto della vita postmoderna, la vita liquida come l’ha definita, e tocca i temi della la fragilità dei rapporti d’amore, il piacere sessuale nella società postmoderna (indipendente dall’amore e pure dalla procreazione), le conseguenze della globalizzazione sulle persone. Questi ed altri argomenti saranno seguiti passo per passo sul nostro sito.

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