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David Gauntlett incontra gli Artigiani di Varese

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‘La società dei Makers, la creatività dal fai da te al Web 2.0’ è un libro testimone delle potenzialità del nostro presente che non sappiamo ancora padroneggiare completamente. Scritto da David Gauntlett, professore di Media e Comunicazione all’Università di Westminster, l’opera risveglia l’attenzione sulle possibilità del Web 2.0 ancora sottostimate o non del tutto afferrate. I blogger sono persone che si raccontano e condividono le loro attività sul web. Che si tratti di restaurare sedie, lavorare a maglia, o costruire oggetti con materiali di recupero, ciò che conta è lo stimolo all’iniziativa e all’attività pratica che offre il web. Gli strumenti della rete come blog e social network  stimolano un atteggiamento creativo e attivo nei confronti della vita. Riscoprire l’entusiasmo di fare da se porta inevitabilmente al tramonto del metodo di intrattenimento, informazione ed educazione sostanzialmente passivo che ha dominato sin dalla diffusione dei media.

L’autore David Gauntlett ha illustrato le sue teorie con i soci Confartigianato di Varese il 21 novembre nella Sala Bertini di Ville Ponti di Varese dialogando con Stefano Micelli, professore di E-business presso il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università “Cà Foscari” di Venezia –sua la traduzione del libro e la prefazione-.

Dal dialogo con Stefano Micelli emerge l’applicazione delle possibilità del web nell’economia di oggi, spiegando come la diffusione delle attività artigiane anche attraverso il web può salvare l’economia del nostro Paese. Occorre innanzitutto adattarsi ad un’ottica mondiale delle relazioni economiche, ricordarci che il prodotto Italia è da offrire a culture lontane dall’Europa che conoscono molto poco le peculiarità della nostra tradizione artigiana.  Negli ultimi decenni abbiamo assistito ad una dimenticanza di arti e mestieri come luoghi fondamentali della creazione di ricchezza, produttività e lavoro, vedendo così relegate queste figure ad un prestigio sociale sempre decrescente. In un sistema fortemente in crisi, ma ancora titolare di un primato internazionale nella moda, nel design e la gastronomia, è necessario tornare a fare bene quello per cui siamo riconosciuti nel mondo, testimoniando che il mito “Italia” è ancora vivo e concreto.

Solo con la diffusione delle capacità degli individui nelle arti e nei mestieri attraverso internet potremo testimoniare nel mondo la nostra italianità che è non un mito decadente ma una possibilità concreta in cui tanti giovani possono ricavarsi una strada di successo. La generazione online deve collaborare con con quella offline altrimenti la società sarà sempre divisa tra persone con esperienza e capacità impossibilitate a comunicarle, e persone con potenti mezzi di comunicazione ma con poco da dire di se al mondo.

Un esempio su tutti è la storia di una ragazza romena di 29 anni, arrivata a Milano per laurearsi in Marketing e Comunicazione, scegliendo per i suoi studi la capitale della moda perché appassionata tessitrice di abiti anni ’50. Nel suo piccolo atelier domestico confeziona le preziose manifatture per rivenderle su una grande piattaforma statunitense, sorvolando così costi di distribuzione che non potrebbe permettersi, e creandosi di giorno in giorno le basi per una strada autonoma e di successo, unendo le conoscenze acquisite all’università, e le potenzialità del web, ad un mestiere antico che ci ha reso grandi nel mondo. In ognuno di noi si cela un Maker e sta alla società del domani creare le condizioni economiche e strutturali per condividere conoscenze ed esperienze. E’ necessaria un’ottica di comunità nell’utilizzo di macchine per la produzione sul modello dei Fab Lab, officine aperte che offrono produzione digitale di piccoli prodotti personalizzati.

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