Blog sponsorizzato da Centrogrossisti.it

vai al sito di Centro Grossisti

Come Curarsi dall’Iperconnettività

| 0 comments

Felicemente sconnessi. Come curarsi dall’iperconnettività è l’interessante novità di De Agostini, scritto da Frances Booth. Dopo la laurea a Cambridge in Scienze Politiche l’autrice si è specializzata in Giornalismo ed ha lavorato per il Daily Telegraph e il Gardian, ed oggi ci spiega come curarci dalla mania della connettività.

«Fino a non molto tempo fa solo i medici dovevano essere sempre reperibili.Ora tocca esserlo a tutti».
The Economist

Il tagliente commento è più che mai centrato ed offre uno spaccato sulle nostre abitudini, ormai piegate al bisogno compulsivo di connettività. Anche i meno “smanettoni” si sono scoperti multitasking e non si può non riflettere sul tempo che la tecnologia ci porta via. Ogni sfera della nostra vita si sdoppia tra online e offline, dalle relazioni affettive a quelle professionali, presentando opportunità e richi e richiedendo una serie di regole di comportamento.

Gli studi sociologici sono concordi nell’affermare che il bisogno di connettività deriva da una caratteristica delle relazioni per come sono vissute online, specie sui social network: la tecnologia amplifica le emozioni; la vita nei social network crea l’illusione di un mondo perfetto, una comfort-zone libera da conflitti, dove si cercano contatti con persone sempre più simili a noi, eliminando a priori il rischio di conflitti. Per questo sentiamo il bisogno di curare il nostro orticello di contatti perfetti e, se qualcosa va storto, è semplice svincolarsi (basta cliccare il tasto “elimina” e un contatto fastidioso svanirà). Dagli abbondanti seni di Facebook, Twitter, WahatsApp “succhiamo” una sensazione di affetto e rassicurazione costante, ma il confine con l’iperconnettività è labile.

Leggi qui la relazione dell’incontro pubblico del sociologo Zygmunt Bauman, uno tra i più influenti pensatori viventi, che spiega con grande semplicità meccanismi e motivi del nostro bisogno di tecnologia per le relazioni umane.

Il libro della Booth Felicemente sconnessi, come curarsi dall’iperconnettività quindi si rende interessantissimo per comprendere come e perchè spendiamo il nostro tempo accarezzando schermi e battendo tasti, ed osserva che, in fin dei conti, larga parte delle attività su internet si traducono in pensieri e comunicazioni superficiali, prive di contenuto, una distrazione di massa invisibile ma importante e che a lungo tempo impoverisce. Da questa osservazione nasce la voglia di reagire auto-educandosi  ad un utilizzo migliore della tecnologia.

L’uso delle telecomunicazioni in tutte le loro forme ed applicazioni ci fa perdere la percezione del tempo e dello spazio, col rischio di perdere il contatto con la realtà.

Comments

comments

Condividi!
Facebook Twitter Pinterest Linkedin Email

Lascia un Commento

Required fields are marked *.

*


Social links powered by Ecreative Internet Marketing