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Tablet in Piadineria. Multato Titolare!

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Multa per i Tablet in Piadineria!

Asti, 16 gennaio 2014. Torniamo su un caso di qualche tempo fa.

La guardia di finanza entra nella piadineria di Roberto, il titolare della piadineria “Gina la piadina”. Roberto aveva messo a disposizione dei clienti quattro Ipad per permettere loro di accedere a Facebook e Twitter, consultare La Stampa e svagarsi con semplici giochi (adatti anche a bambini) durante la pausa pranzo, senza scopo di lucro. Dai tablet, ora sequestrati, non era possibile accedere liberamente al web e collegarsi a qualunque sito dato che era stata accuratamente disistallata l’applicazione Safari; erano quindi utilizzabili le sole applicazioni già presenti sul dispositivo. L’accesso ai tablet era libero e gratuito per i clienti, non essendo previsto alcuna tariffa per l’utilizzo dei pratici ipad.

I finanzieri però consegnano a Roberto Cairo un verbale: giochi a pagamento sprovvisti dei necessari nulla osta e della targhetta identificativa. Una multa di 5.342 euro da pagare entro sessanta giorni (ovvero 1.333 euro per ciascun tablet). Il titolare ci ha risposto al telefono proprio durante l’ora di punta del servizio nella sua piadineria e, anche se indaffarato, ci ha illustrato con grande semplicità l’accaduto. Questa storia ci è sembrata paradossale, proprio come la simile disavventura del barista antipoker di Mestre, multato per 1.400 euro per aver messo a disposizione dei clienti un calcetto balilla (per l’utilizzo non erano necessari neppure i gettoni).

Spesso il cittadino si trova vittima di un’accusa affrettata, dettata dalla suggestione del caso mediatico del momento. Negli anni abbiamo assistito alle peggiori demonizzazioni mediatiche che prendono spunto da un caso eclatante di cronaca per ricadere sulla quotidianità di quanti non hanno nulla a che vedere col fenomeno: dai Bulldog “assassini” ai presunti bulli violenti che parrebbero infestare le scuole delle nostre città, per arrivare ad identificare un gioco da pausa pranzo con una possibile porta d’accesso alla ludopatia.

Considerare sullo stesso piano un gioco come Ruzzle a confronto con il gioco d’azzardo è esattamente l’antitesi lotta seria e coordinata alla ludopatia, tema gravissimo e serissimo.

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