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Facebook: Padrona delle News… e del Conformismo!

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Facebook: sempre più importante per le news… e per il conformismo!

Testate giornalistiche preparatevi! Perchè nel giro di pochi mesi le strategie di visibilità sul web per le vostre news potrebbero cambiare rotta da Google a Facebook ma non solo… (poi vi spiegherò…).

Quando tre mesi fa Google portava ai siti di news il 44% del traffico contro il 16% di Facebook si pensava ad un dominio duraturo della grande G ed  alla dipartita della creatura di Zuckerberg.

Invece oggi da una ricerca eseguita dalla parse.ly si scopre che il divario si è accorciato 38% Google 26% Facebook.

Ora sicuramente nel breve periodo non si registreranno cambiamenti radicali nel mondo dell’editoria digitale, ma ragionando nel medio-lungo termine ci saranno dei veri e propri stravolgimenti nelle strategia delle news online visto che le stime effettuate dicono che fra qualche mese ci sarà il fatidico sorpasso.

Voi allora vi chiederete qual è la strategia da adottare per aumentare il traffico delle pagine Facebook delle proprie testate giornalistiche? sicuramente postare news che destino curiosità nell’utente come: gossip,strano ma vero,animali domestici ecc…Oltre a sfruttare l’onda del successo dei social sugli smartphone e tablet dove già si è registrato il sorpasso di Facebook su Google.

Ovviamente questo non basta perchè nello scegliere le news da postare bisogna tener conto anche di come può reagire l’utente ovvero se è stimolato al commento o se lo si porta dentro la famosa  ” spirale del silenzio”.(teoria formulata negli anni Settanta dalla sociologa Elisabeth Noelle-Neumann per descrivere il potere conformante dei mass media.)

Tale teoria dice che:” più sono le persone che supportano un’idea più esse si sentono forti, effetto inverso si ha quando le persone si defilano in modo tale che anche gli altri iniziano ad aver meno stimolo ad appoggiare quell’idea o magari per paura di sentirsi isolati dal resto del gruppo scelgono di rimanere nel silenzio”.

Proprio sulla base di questa teoria la  Pew Research Center e Rutgers University ha studiato il comportamento di 1801 sul caso datagate dove nel autunno 2013 l’83% degli intervistati voleva parlare del caso Snowden, ma solo il 42% voleva utilizzare i social per parlarne.

C’è da dire però che circa un anno prima la Pew Research aveva eseguito un altro studio sul rapporto ” social media ed impegno politico” e qui la percentuale di persone che usavano i social per dire la propria opinione saliva al 66%.

Ora come si può spiegare questa diversità tra i due sondaggi?

La risposta è semplice…..meno l’argomento è spinoso e di nicchia più le persone hanno la forza di dare una propria opinione ed in questo caso di postare un commento sulle piattaforme social…Conformismo si o Conformismo no?…Voi da che parte siete?

 

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