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E-commerce: il Consumo Della Moda in Europa

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Moda e E-commerce. Il Comportamento dei Consumatori in Europa

Confrontando il comportamento degli acquirenti di moda online di Francia, Italia, Regno Unito, Germania e Spagna, un sondaggio evidenzia il crescente divario nelle abitudini di consumo che si registra nel cuore dell’Unione Europea, dove la moda rimane uno dei settori di prima diffusione e ancora portanti per il commercio elettronico.

Realizzato da Contactlab per Hybris Software, il sondaggio sottolinea infatti l’importanza dell’abbigliamento negli ordini online. Negli ultimi 12 mesi, sono stati effettuati ordini dal 90% dei clienti di siti online tedeschi, dall’81% dei britannici, dal 66% dei francesi, dal 52% degli spagnoli e dal 45% degli italiani.

Considerando solo le ultime quattro settimane, e paragonandoli alle vendite offline di moda, questi dati mostrano una prima differenza nelle abitudini di consumo. Tra online e offline, il rapporto percentuale è del 60/65% nel Regno Unito (sapendo che tutti potevano acquistare nei due modi), del 50/56% in Germania, del 31/53% in Francia, del 18/56% in Spagna e del 12/59% in Italia. L’Europa del Sud si trova dunque all’opposto rispetto a un mercato del Regno Unito maturo e al risultato della pratica dei resi gratuiti imposta in Germania. Come in molti altri punti presi in considerazione dal sondaggio, la Francia si trova in una posizione intermedia.

Ma se l’Europa Meridionale è meno affezionata alla moda online, vi dedica comunque delle somme notevoli. Se il più grande budget annuo per la moda online è osservato nel Regno Unito, con 507 euro, in progressione del 110% rispetto al 2013, è l’Italia che segue da vicino con 478 euro (+138%), davanti alla Spagna, con 347 euro (+75%). Seguono la Germania, con 339 euro (+74%) e la Francia, con 274 euro (+43%).

Una grande disparità appare anche sul versante dei canali di vendita on-line. In Francia, le prime categorie citate dai cyberconsumatori di moda sono i siti di vendite temporanee (36%), davanti ai multimarca (33%) e ai siti di insegne fisiche (32%). Nel Regno Unito, sono questi ultimi che arrivano in testa (56%), seguiti dai siti di produttori o multimarca (38%) e dai portali multi-settore (30%).

Anche in Germania dominano i siti di insegne fisiche (43%), vengono poi i portali multi-settoriali (31%) e i siti di produttori (28%). I primi canali spagnoli sono i siti specializzati (36%), seguono i siti di produttori (35%) e i portali multi-settore (33%). Risultati simili in Italia, con in testa i siti specializzati (46%), poi i portali multi-settoriali (44%) e i siti di negozi fisici (43%).

Nell’ambito del web-to-store, la propensione delle nazioni europee a preparare online degli acquisti da concretizzare poi in reti di negozi fisici (ROPO) è, com’era prevedibile, piuttosto forte. Circa il 43% dei cyberacquirenti britannici di moda la pratica (dato in crescita nell’ultimo anno). Seguono da vicino gli spagnoli, con il 41% (dato stabile) e la Francia, con il 40% (stabile anche in questo caso). E mentre questa pratica sembra rallentare in Italia e Germania, essa è ancora sfruttata rispettivamente dal 39 e dal 38% dei loro acquirenti di moda online.

 

Fonte [http://it.fashionmag.com]

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Author: Francesco Fascinato

Project Manager

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